Come l’osteopatia aiuta il bambino durante la gravidanza? Maggio 17, 2022 – Postato in: Blog – Tags: , , ,

Innanzitutto, è importante conoscere la mamma, quindi la gravidanza e il parto attraverso un’intervista durante la quale si possono verificare problemi più o meno gravi.
Per esempio in caso di diabete gestazionale si rischia la salute del bambino e una sua crescita eccessiva. Con evidenti difficoltà nel parto, pressioni elevate all’interno del cavo uterino sul suo corpicino ed epilogo forzato ad un cesareo.
Oppure traumi, come cadute o urti sulla pancia, con conseguenze sul corpo della mamma o anche del bimbo.
O anche in caso di disturbi e dolori precedenti alla gravidanza, che si acuiscono in questa delicata fase di grosso cambiamento per il corpo materno.
Infine, nelle impegnative ore di travaglio e del parto, il bimbo deve fare un incredibile movimento di scivolamento e torsione all’interno del canale del parto, contenuto tra colonna lombare, osso sacro, ossa iliache e pube. Se questo non è ben libero ed elastico, grazie ad un’ottima elasticità di ogni sua singola articolazione, la discesa sarà più lunga e sofferta. Sia per la mamma che, soprattutto, per il piccolo bimbo, il quale deve adattare il suo corpo, malleabile sì ma anche delicatissimo, alle tensioni che incontra lungo la strada. Con conseguenti compressioni delle suture craniche, stiramenti legamentosi e muscolari, stress di nervi sia cranici che spinali.

Altro step da seguire: con i test osteopatici e un’attenta palpazione del corpo.
L’osteopata esperto riesce a percepire con il tocco leggero vari tipi di micromovimenti.
Movimenti della fascia, che ingloba e mette in connessione ogni parte del corpo.
Movimenti delle ossa craniche che devono adattarsi a tensioni interne delle membrane craniche o delle suture ossee in blocco o dei liquidi che non sono ben liberi di fluire.
Movimenti delle ossa ileo-sacrali che, alla pari di quelle craniche, si adattano a tensioni interne al bacino mediate per esempio dai visceri e loro legamenti o rispondono a blocchi delle vertebre della colonna vertebrale.
E conosce i giusti osteopatici da somministrare al bimbo per avere le informazioni necessarie. Test sul cranio, test sulla colonna vertebrale, test sull’osso sacro e sul bacino, test sui visceri.
Test che vengono sottoposti con velocità ma al tempo stesso delicatezza, perché il bimbo è un piccolo individuo che cresce e sperimenta grazie al movimento.

È importante riconoscere segni e sintomi.
L’osservazione del corpicino del bimbo rivela all’occhio attento tanti disequilibri più o meno fisiologici.
Come possono essere, tra i segni, anomalie o asimmetrie posizionali, deviazioni di parti del corpo, malformazioni di ossa craniche rispetto alla corretta anatomia, macchie o discromie della pelle, movimenti asimmetrici o errati di alcuni segmenti, risposte più o meno corrette ai test sui riflessi arcaici.

E poi, soprattutto grazie al colloquio con la mamma o il papà o di chi segue e conosce il bimbo, i sintomi che sono più ricorrenti. Come ad esempio rigurgiti eccessivi, forti coliche, pianti ininterrotti, difficoltà nella suzione e allattamento e così via.

Di fondamentale importanza l’utilizzo di determinate tecniche.
Per i neonati e bimbi fino ai 6 anni circa si usano prevalentemente tecniche dirette, quindi che vadano a correggere nel senso del minor movimento, ma senza essere traumatiche. Quindi non vengono usati i ‘trust’, detti in gergo “gli scrocchi “, ma si utilizzano prettamente tecniche fasciali, liquidiche che agiscono sui distretti cranio-sacrale, fasciale, viscerale e anche strutturale.

Dopo il trattamento i test osteopatici rivelano già come il bimbo ha reagito e l’osteopata così capisce l’evoluzione futura della situazione. Ogni risposta finale, ai test che si fanno inizialmente, comunica all’osteopata come quel corpicino si sta muovendo intorno ai cambiamenti ricevuti dal trattamento e ritrovando un nuovo equilibrio. E anche più risposte diverse, in combinazione diversa quindi, possono dettare un risvolto e quindi una prognosi futura.
Grazie a questa capacità, l’osteopata potrà informare la famiglia di come il bimbo reagisce, come reagirà e quanto tempo dovrà passare per l’eventuale trattamento successivo.
Oltre a consigliare la famiglia su esercizi o indagini ulteriori o altri professionisti da consultare in caso di necessità.